Gli amminoacidi: il loro ruolo in menopausa e come terapia antinvecchiamento

Cosa accade quando invecchiamo, quando si rende necessaria un'integrazione di amminoacidi e se sono dannosi per la nostra salute

Cosa accade al nostro corpo quando invecchiamo

In particolare con l’avanzare dell’età si riscontra:

  • a cominciare all’incirca dai 40 anni fino ai 50 anni una perdita di massa muscolare (massa magra), detta sarcopenia, del 3-5% e dell’1-2% negli anni successivi.
  • una diminuzione del livello degli estrogeni che sembra favorire la riduzione della massa muscolare,
  • un aumento del tessuto adiposo che produce delle sostanze infiammatorie chiamate citochine che possono portare l’organismo ad una situazione d’infiammazione cronica che, oltre ad agire negativamente sul metabolismo di vari distretti (sistema vascolare, immunitario, ormonale e osseo), inibisce la sintesi proteica muscolare favorendo lo sviluppo della perdita di massa magra, 
  • una maggiore produzione di radicali liberi che l’organismo fa sempre più fatica a contrastare poiché le difese antiossidanti sono sempre meno efficienti. Questo può condurre a fenomeni di stress ossidativo e perossidazione lipidica che danneggiano le fibre muscolari,
  • un rallentamento della divisione cellulare. Già a partire dai 25 anni il numero delle fibre di collagene ed elastina tende a ridursi. Dai 40 anni, inoltre, le cellule non si rinnovano più ogni 28 giorni, ma solo ogni 30-40 giorni. I continui processi di creazione e morte cellulare rallentano fino al punto in cui il numero di cellule che muoiono è maggiore rispetto al numero di nuove cellule. Inoltre, le cellule vengono danneggiate dai raggi solari dal fumo e dai radicali liberi. La conseguenza è che  il tessuto connettivo si indebolisce, la pelle perde elasticità e si formano le rughe.

Per contrastare questi fenomeni legati all’invecchiamento diventa indispensabile:

  • svolgere attività fisica regolare, privilegiando un’attività di tipo anaerobico (muscolare) piuttosto che aerobica,
  • alimentarsi in modo corretto inserendo giornalmente  il giusto ammontare di proteine non grasse,
  • far ricorso, in alcuni casi, ad integratori.

 

Perchè e quando utilizzare integratori di amminoacidi

Da quanto appena detto sembrerebbe che attraverso un’alimentazione varia ed equilibrata inserendovi alimenti proteici, non grassi, non dovrebbe esserci necessità di nessun integratore amminoacidico.

Sono consapevole, come ho già avuto modo di sottolineare negli articoli articoli IVEE: flebo di vitamine ed antiossidanti per rigenerare l’organismo , Programma nutrizionale per mantenersi in forma e in buona salute, del  fatto che in un mondo ideale, tutti questi nutrienti dovrebbero essere introdotti attraverso la dieta , ma, a causa di stili di vita e abitudini  alimentari scorrette, non  sempre questo è possibile.

Ognuno di noi ha  buone ragioni,  tutte soggettive, per integrare la propria alimentazione: 

  • uno sportivo per motivi legati alla performance e al recupero,
  • una donna in gravidanza per portare avanti al meglio la gestazione,
  • uno studente per aumentare la concentrazione e supportare lo sforzo intellettivo,
  • una persona anziana per contrastare gli effetti negativi  dell’invecchiamento e  aumentare le proprie difese immunitarie.

Ma ci sono alcuni motivi  comuni che dovrebbero spingere ognuno di noi ad utilizzare un’alimentazione integrata. Infatti, anche  nel caso in cui la nostra dieta fosse equilibrata, non  riusciremmo ad assumere tutte le sostanze nutrizionali  di cui il nostro organismo necessita poichè:

• il cibo non ha lo stesso valore nutrizionale di una volta. Esso proviene  da coltivazioni intensive che hanno impoverito i terreni, lavorati con fertilizzanti artificiali e irrorati con pesticidi ed erbicidi, producendo quindi anche mangimi di bassa qualità usati per allevare il bestiame, cresciuto con ormoni e antibiotici. Pensiamo solo alla frutta e verdura, che spesso proviene da paesi lontani, non ne conosciamo le modalità di coltivazione, non viene colta al giusto grado di maturazione e trascorre giorni e giorni nelle celle frigorifere prima di arrivare sulle nostre tavole, diventando così cibo morto,  

• gli stress a cui il nostro organismo  è sottoposto a causa dell’ambiente che ci circonda  sono in aumento esponenziale: inquinamento, radiazioni, conservanti, coloranti, pesticidi, metalli pesanti e migliaia di sostanze chimiche che prima non esistevano. Avremmo sempre più bisogno, pertanto, di alimenti ad alto valore nutrizionale, e invece la nostra alimentazione, essendo industrializzata, ne è sempre più povera (Dr. Massimo Spattini).

Tra l’altro nelle proteine normalmente introdotte con la dieta, gli amminoacidi essenziali  sono presenti in quantità insufficiente al fabbisogno umano e per di più non nei rapporti qualitativi utili a renderli efficienti: gli amminoacidi essenziali soprattutto  introdotti attraverso la dieta sono scarsi sia in quantità che in qualità

E anche anche per quanto riguarda gli amminoacidi non essenziali si è portati a trascurare una loro integrazione, indirizzandoci solo verso quelli essenziali, con l’erronea convinzione che l’organismo riesca a produrne una quantità sufficiente ai propri fabbisogni.

Per quanto poi riguarda l’integrazione di  amminoacidi è necessario sottolineare  che in generale,  gli amminoacidi  presenti nel prodotto di integrazione, sono  prontamente utilizzabili rispetto a una fonte proteica alimentare che necessita di un processo digestivo e di assorbimento sicuramente più complesso e quindi più lento.

Inoltre le proteine animali alimentari più  ricche in amminoacidi essenziali sono la carne e i latticini che sono però  anche ricche di grassi e non possono essere quindi assunte frequentemente senza  compromettere la nostra salute.

E’ vero anche che la scelta di assumere  integratori per via orale non sempre è la più corretta. Quando infatti assumiamo integratori alimentari, dobbiamo fare molta attenzione alla loro biodisponibilità, riportata, solo in alcuni casi, sull’etichetta del prodotto. Esistono alcuni integratori, che non riescono ad essere assorbiti dall’organismo perché distrutti dall’apparato digerente, altri che invece vengono assorbiti, ma in una percentuale minima.

Gli ammiroacidi invece non richiedono digestione e vengono prontamente assorbiti e utilizzati dall’organismo.

Possiamo dire che l’utilizzo degli amminoacidi come integratori può rivelarsi utile:

  • in alcune fasi della vita come la menopausa,
  • nei casi di accresciute necessita ad esempio se si svolge attività sportiva caratterizzata da sforzo intenso e/o prolungato,
  • nel caso in cui non si riesca per vari motivi ad assumere un quantitativo sufficiente di proteine,
  • per mantenersi in forma e buona salute,
  • per combattere l’invecchiamento.

All’inizio dell’articolo ho sottolineato il fatto che  che la carenza di un solo amminoacido impedisce la corretta sintesi proteica. Ecco quindi che  in caso di mancato apporto fisiologico o nel caso in cui le richieste dell’organismo siano superiori rispetto all’introito giornaliero si rende indispensabile l’integrazione.

Gli integratori di amminoacidi fanno male?

Una cosa importante da sottolineare è che gli integratori in generale, come quelli di amminoacidi,  non possono essere considerati dei sostitutivi di un pasto o di alimenti che contengono aminoacidi. E’ anche vero che se vengono assunti a dosi troppo elevate e abbinati a una dieta già iperproteica, potrebbero comportare dei problemi,  essenzialmente legati ad un eventuale accumulo di scorie azotate a carico dei reni e del fegato. 

Nel caso vengano assunti in dosi troppo elevate, solo parte di essi viene infatti impiegata per aumentare la massa muscolare, mentre il resto non viene utilizzato dall’organismo il quale, come già osservato, non riesce ad immagazzinare le proteine (come avviene invece per carboidrati e grassi). Quindi l’eccesso proteico viene:

  • utilizzato per compensare un deficit calorico (nel caso in cui questo ci sia),
  • trasformato in grassi di deposito,
  • eliminato con inutile sovraccarico renale ed epatico.

Si tratta di sostanze che se assunte con moderazione  difficilmente possono comportare danni all’organismo, ma  che comunque andrebbero sempre assunti sotto controllo medico (il medico più adeguato può essere il nutrizionista o il medico sportivo) soprattutto per stabilire:

  • le quantità corrette,
  • i tempi di assunzioni.

E qui è necessaria una puntualizzazione.

Quando si assume un integratore amminoacidico è importante valutare:

  • il dosaggio, che può variare da individuo ad individuo in relazione allo stile di vita, alle eventuali patologie, ai risultati che si vogliono conseguire,
  • i tempi di assunzione. Ci sono infatti degli integratori che svolgono differenti funzioni a seconda che vengano assunti durante i pasti o a digiuno oppure prima o dopo un allenamento,
  • la combinazione tra integratori e alimenti. Ad esempio ci sono delle sostanze che sono efficaci solo se assunte con un pasto glucidico o con carboidrati. E’ il caso della creatina che è stato dimostrato essere più efficace se assunta insieme ai carboidrati,
  • i cicli da effettuare: alcuni amminoacidi  devono essere sempre ciclicizzati e non possono essere assunti per lunghi periodi. Di solito se ne consiglia un utilizzo continuativo per due/tre mesi. Trascorsi i quali è raccomandata  un’interruzione di tre settimane, dopodichè  l’assunzione può essere ripresa. Questo proprio per evitare inutili sovraccarichi per reni e fegato.

Quanto detto a proposito del sovraccarico renale ed epatico, risulta essere vero solo per i soggetti  che soffrono già di patologie legate a quegli organi  e in particolare non per  i BCAA che sembrerebbero seguire una via metabolica diversa da quella degli altri amminoacidi.

Questi infatti, una volta ingeriti, vengono assorbiti molto velocemente dall’intestino senza passare attraverso il fegato,  entrando direttamente in circolo nel sangue e quindi assorbiti direttamente nei muscoli.

Questo fa sì che l’assunzione dei BCAA non comporti danni epatici.

Sono disponibili vari studi sull’argomento. Uno, molto interessante, pubblicato nel 2013 su The official journal of the Japan Society of Hepatology “Oral supplementation with branched-chain amino acid granules prevents hepatocarcinogenesis in patients with hepatitis C-related cirrhosis: A propensity score analysis” in cui vengono presi in considerazione gli effetti di una somministrazione orale di BCAA in pazienti affetti da cirrosi indotta da epatite C.

I ricercatori hanno cercato di capire in che modo questa somministrazione potesse influire sull’incidenza dell’epatocarcinoma.

Lo studio contava 60 pazienti con cirrosi da epatite C e senza una storia clinica di epatocarcinoma, divisi in due gruppi:

  • gruppo BCAA: 30 pazienti a cui sono stati somministrati 12g/giorno di BCAA per 3 mesi o più;
  • gruppo controllo: 30 pazienti sotto osservazione senza integrazione con BCAA.

I risultati sono stati: I tassi d’insorgenza di epatocarcinoma a 3 e a 5 anni dall’inizio dello studio sono stati rispettivamente 13,7% e 13,7% nel gruppo BCAA contro i 35,1% e 44,5% del gruppo di controllo.

Vista la significatività della differenza tra i due tassi, i ricercatori sono giunti alla conclusione che l’integrazione orale di BCAA è associata a una riduzione dell’incidenza di epatocarcinoma in pazienti affetti da cirrosi derivante da epatite C.

Valutando le conclusioni di questo studio si puo ritenere che in un soggetto sano, e che per di più si allena regolarmente, questo integratore non possa assolutamente essere correlato ad eventi negativi a livello del fegato stesso.

Per quanto riguarda i danni renali è stato dimostrato è che il consumo proteico modifica la funzionalità renale, ma questo viene considerato, da vari studi condotti sulla materia, un adattatamento fisiologico naturale, che non comporterebbe nessun rischio.

E’ necessario in ogni caso fare una distinzione tra:

  • soggetti sani: l’assunzione di amminoacidi non causa danni renali. In ogni caso si consiglia un’adeguata assunzione di liquidi per evitare un accumulo di scorie azotate;   
  • soggetti con patologie renali preesistenti e conclamate esiste un effettivo rischio che l’eccesso di proteine comporti un peggioramento della condizione dell’organo. Questo perché un rene malato fa più fatica ad eliminare l’azoto liberato dall’utilizzo di  aminoacidi.

Join the discussion 4 Comments

  • Silvia ha detto:

    Grazie dell’articolo. Io ho un problema di rilassamento cutaneo a livello delle ginocchia e anche la zona sopra il ginocchio. Mi hanno detto di fare delle punturine di rivitalizzanti, che ogni tanto faccio già sul viso. Devo ancora iniziare il ciclo, a cui penso che aggiungerò qualcos’altro, tipo radiofrequenza o peeling. Vedremo.

    Silvia

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Silvia. Ti hanno consigliato bene. Si la cosa migliore per quella zona sono i rivitalizzanti. L’importante è che scelgano quello giusto. La radiofrequenza invece, almeno secondo la mia esperienza, non è molto efficace. Anche se dipende molto dal macchinario utilizzato. Gli amminoacidi sono utili, ma devono essere abbinati all’attivita fisica costante e ad una corretta alimentazione. A presto.
      Michela

  • claudia rocchi ha detto:

    grazie per le nuove informazioni ,verificherò le caratteristiche del prodotto che promuovete. In questi anni di cambiamento ormonale e di rallentamento del ciclo, sto verificando un calo di forze in un corpo tendenzialmente più facile a contrarsi (frequento una palestra al mattino, ma di pomeriggio sto seduta), perciò da tre anni provo integratori antiage di vario tipo, anche per frenare i cambiamenti della pelle e l’aumento di peso e/o il subentro di più grasso viscerale. Attualmente sto usando gold collagen active, dopo avere fatto un ciclo di tre mesi con gold collagen forte, che forse è quello che mi ha dato più soddisfazioni (strano a dirsi, superiori anche all’eccellente X115 plus). Sono passata a collagene active sia per cambiare, sia per avere più forza/energia, ma non vedo tanto su questo fronte. Per questo chiedo se il prodotto che citate, Lumity, è adatto sia per ripristinare una pelle più bella e giovane, sia per dare ai muscoli più forza, resistenza, flessibilità. grazie cla

  • Faceboost ha detto:

    Ciao Claudia. Il Lumity è un ottimo prodotto, ma come avrai letto, a livello di tonicita’ muscolare non ha sortito gli effetti sperati. E’ ben dosato, ma la quota di amminoacidi e’ insufficiente, soprattutto se si pratica attività fisica intensa. Personalmente l’ho trovato efficace dal punto di vista del sonno, più profondo e maggiormente ristoratore e per avere più energia. Secondo me Lumity è ottimo se non si è avvezzi a prendere integratori. Perché con un solo prodotto hai (quasi) tutto ciò di cui l’organismo necessità. Per la tonicita’ muscolare ritengo più utili gli amminoacidi, accompagnati ad una costante attività fisica e ad una adeguata alimentazione. Per avere più energia, oltre agli amminoacidi o Lumity, ho trovato efficacissime le flebo di vitamine ed antiossidanti. A presto. Michela

Rispondi