Il laser per la rimozione dei tatuaggi: intervista al dott. Paolo Bonan

Quali sono i laser utilizzati per la rimozione dei tatuaggi, come avviene il trattamento, quali sono le variabili che influiscono sul risultato del trattamento

Quale/i tipo di laser viene utilizzato per la rimozione dei tatuaggi ?

Gli unici laser in grado di essere efficaci e quindi utilizzati per la rimozione dei tatuaggi sono:

Il laser Q-Switched: emette impulsi inferiori a un millisecondo (nanosecondi) che colpiscono selettivamente il pigmento, producendo un effetto fotoacustico.  L’inchiostro assorbe selettivamente una specifica lunghezza d’onda laser (energia luminosa), rilasciando il calore necessario alla distruzione del pigmento.

E’ lo stesso laser che viene utilizzato per l’epilazione, ma per questo trattamento viene utilizzata una durata dell’impulso molto corta per determinare l’azione foto meccanica sul tatuaggio. Per farvi capire: il tatuaggio non lo si può semplicemente scaldare come se fosse una ruga, ma deve essere rotto. Per fare questo bisogna utilizzare il laser come se fosse un martello pneumatico attraverso l’emissione di impulso brevissimo che consente di evitare surriscaldamenti della pelle e quindi cicatrici indesiderate (fototermolisi selettiva).

Laser Q-Switched (DEKA) utilizzato dal dott. Paolo Bonan

Il laser  a picosecondi  che emette l’energia in miliardesime parti di secondo, una nuovissima  tecnologia che:

  • rende possibile la distruzione del tatuaggio in frammenti infinitesimali,
  • permette di raggiungere il risultato in numero minore di sedute.

Immagini che mostrano la dfferenza tra le tecnologie Q-Switched e Pico

A volte ci può essere la necessità di combinare due tecnologie ed associare a questi laser selettivi, di cui ho appena fatto cenno, anche laser non selettivi come il laser CO2 frazionato che generalmente serve per il ringiovanimento, ma che induce un generico rimodellamento della cute.  Viene utilizzato nei casi in cui i tatuaggi:

  • siano molto resistenti, 
  • siano presenti su cicatrici,
  • si trovino in zone fibrose.

In questi casi si utilizza nella stessa seduta,  prima il CO2 frazionato con cui si creano delle colonnine di luce che eliminano le cosidette “bubbles” le bollicine che si formano utilizzando il Q- Switched, in modo tale da accelerare, sia il processo di rimozione del tatuaggio, sia il processo di remodeling con risultati finali migliori.

Come avviene il trattamento laser per la rimozione dei tatuaggi?

Nella prima fase della seduta  viene disinfettata l’area da trattare dove si trova il tatuaggio.

Durante la procedura, la luce del laser viene indirizzata per pochi secondi nell’area della pelle dove si trova il tatuaggio; l’effetto del raggio si focalizza solo sui pigmenti colorati senza intaccare le zone circostanti. Il laser, come già detto, agisce con effetto fotoacustico (si sentono dei rumori simili a quelli di un piccolo martello pneumatico). Immediatamente dopo il passaggio della luce si formano delle bollicine bianche simili a “pop corn” che dopo circa 5 minuti virano al rosso.  In qualche caso si può avere anche un piccolo gemizio di sangue.

La fase del trattamento laser

Si notino le bollicine bianche derivanti dall’applicazione del laser

Quali sono le conseguenze che può subire la pelle sottoposta a trattamento laser per la rimozione del tatuaggio?

La cute, nella maggior parte dei casi  non subisce alcun danno. Di solito la guarigione  avviene senza esiti cicatriziali ma la cute alla fine della procedura  appare “scolorita”, con un livello di colore molto diminuito. 

La tecnologia laser riesce a eliminare completamente i tatuaggi?

Molto sono le variabili che incidono sul risultato finale. Di solito si hanno  percentuali di miglioramento che vanno dal 70 al 100%.

Quali sono le variabili da cui dipende il risultato del trattamento laser?

Il risultato finale del trattamento laser dipende da molti fattori:

  • la profondità a cui il pigmento è arrivato all’interno della cute,
  • dall’intensità dei colori presenti in un tatuaggio,
  • dall’età del tatuaggio: sembra strano ma si riesce a trattare meglio un tatuaggio di vecchia data che non uno recente,
  • da quante volte il tatuaggio è stato ribattuto,
  • dai processi chimici che avvengano nel periodo in cui il tatuaggio è presente. Ricordo  che Il tatuaggio può subire cambiamenti e può ossidarsi all’interno della cute,
  • dalla zona del corpo  in cui il tatuaggio si trova.  Ci sono tatuaggi che si trovano nella parte prossimale del nostro corpo che rispondono meglio alla procedura rispetto a quelli collocati nella parte distale. 

In ogni caso la percentuale di successo non è mai inferiore al 70%.

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