Trasfusioni di sangue giovane come terapia antinvecchiamento. Scienza o fantascienza?

 

In un episodio della serie  “HBO Silicon Valley” intitolato “The blood boy”, il magnate Gavin Belson, fondatore di una compagnia tecnologica,  si siede vicino al suo «transfusion associate» Bryce, ragazzo biondo, giovane, immagine della salute, per trasfondere il sangue (giovane), da lui prelevato, nelle sue vene, al fine di ringiovanire, o meglio, invecchiare nel migliore dei modi. 

Una scena dell’episodio “The blood boy”

Guardando l’episodio si potrebbe pensare che sia irrealistico e semplicemente frutto della fantasia hollywodiana. Invece….

Invece negli USA è nata Ambrosia, una start-up con base a Tampa e a San Francisco che offre ai propri pazienti, estremamente facoltosi, trasfusioni di sangue giovane per sconfiggere l’invecchiamento.

Il sangue viene prelevato da donatori compresi fra 16 e 25 anni e depositato nella banca del sangue. Quindi viene usato per trasfusioni in soggetti più anziani, che devono aver superato come minimo i 35 anni.

Il trattamento:

  • dura due ore,
  • richiede due litri di plasma,
  • costa la modica cifra di 8 mila dollari a seduta.

Ma per capire se tutto questo sia basato su scienza o fantascienza è necessario fare un passo indietro.

Nel 2007, a Stanford, Thomas Rando, ricercatore sulle cellule staminali,  condusse una ricerca sui roditori pubblicata  su Nature  che descriveva come dei vecchi topi, che condividevano il sangue con topi giovani, tecnica nota come parabiosi,  ringiovanivano, soprattutto a livello di muscoli, cuore, fegato e pancreas. 

Agli stessi risultati giunse, nel 2012, Amy Wagers ad Harvard il quale dimostrò che, il sangue di un giovane roditore, trasfuso in uno vecchio, curava l’ipertrofia cardiaca del topo vecchio.

Un altro team, a Stanford, diretto da Tony Wyss Coray,  ha condotto simili studi nel 2015-2016. Lo scopo era quello di capire se, trasfondendo sangue umano giovane in topi vecchi, si potessero riscontrare effetti ringiovanenti anche sul cervello.

La ricerca è illustrata dallo stesso Tony Wyss Coray nel video sotto pubbicato.

E’ stato avviato quindi un esperimento in cui è stato trasfuso sangue umano, di diciotteni, per qualche settimana a topi di 12 mesi, ossia l’equivalente di un uomo di 50 anni. I risultati riscontrati sono stati che, un vecchio topo, che riceve  sangue più giovane,  appare più giovane sotto tutti i punti di vista  e mostra un cervello più pronto e che funziona meglio. Al contrario, se al topo giovane viene trasfuso sangue vecchio, questo invecchia.

In particolare si è scoperto che il sangue di soggetti giovani contiene una proteina, la GDF11 (Growh Differentiation Factor) che si riduce con il passare dell’età e che è  in grado di contrastare e far regredire il processo di degenerazione cellulare e l’invecchiamento, attivando la rigenerazione cellulare e muscolare.

Quindi, riassumendo, il topo vecchio, a cui viene trasfuso sangue giovane:

  • migliora il proprio funzionamento cognitivo (diventano più rapido nell’attraversare il labirinto descritto nel video), 
  • aumenta la propria  capacità di autoriparazione  dei muscoli,
  • ha una riduzione della fragilità ossea.

Riguardo all’aspetto cognitivo, senza dubbio l’effetto più sorprendente è stato riscontrato  nell’ippocampo (zona del cervello deputata alla memoria a lungo termine ed all’orientamento spaziale. E’ la prima regione a deteriorasi nei malati di Alzheimer) dei topi vecchi che  torna a produrre neuroni come il cervello di un giovane ventenne.

Sulla base di questi risultati è stata creata una società di biotech, Alkahest,  che ricerca nuovi rimedi contro l’Alzheimer.  

La Alkahest ha quindi dato il via alla sperimentazione sui pazienti di Alzheimer per cercare di invertire il processo di decadimento cerebrale, quello che più spaventa nel processo di invecchiamento.  

Ad un gruppo di anziani, affetti da una forma ancora lieve di questa incurabile malattia sarà trasfuso, una volta alla settimana, per quattro volte, circa mezzo litro di plasma di ventenni. I risultati saranno pubblicati  a breve, sembra già nel mese di questo novembre.

Ecco che Ambrosia, la società nata negli USA di cui ho fatto precedentemente  cenno,  opera non sulla base di fantasie, ma di ricerche scientifiche ben delineate. 

E ciò è reso possibile dal fatto che  in America, il mercato del sangue, che vale oggi più di 11 miliardi di dollari, è libero. Ragione per cui i giovani possono vendere il loro sangue,  al prezzo di 50 dollari a prelievo. Cosa irrealizzabile, almeno per ora, in Italia dove il commercio del sangue è solo su base volontaria.

Anche se, visto il desiderio irrefrenabile insito da sempre, ma oggi più che mai, nell’animo umano di arrestare il processo di invecchiamento,  sono convinta che ci sarà  sicuramente chi, anche qui da noi, ne già ne sta facendo uso, se pur “sottobanco”.

Tony Wyss Coray conclude il suo intervento sottolineando: “Da sempre gli umani sono alla ricerca della fonte dell’eterna giovinezza. Oggi possiamo dire che l’abbiamo sempre avuta dentro di noi e che si è solo prosciugata: è il plasma che scorre nel nostro corpo. Basta riaccenderla solo un poco per mediare gli effetti dell’invecchiamento”.

Se anche non vivremo per sempre, la speranza e l’obiettivo è quello di riuscire a vivere gli ultimi anni della nostra vita in buona salute ed in forma fisica, invece che decrepiti e ammalati senza coscienza. Allungare la vita sì, ma solo se vissuta dignitosamente. 

Forse che i vampiri abbiano sempre avuto ragione? Vedremo…

 

Join the discussion 2 Comments

  • Laura Giarré ha detto:

    Carissima, con tutto il rispetto e l’affetto, non credi che le trasfusioni di sangue vadano utilizzate per chi ha bisogno?
    Onestamente, con il bisogno di sangue che ci e’ nel mondo per motivi clinici, mi sembra davvero sprecato in questo modo.

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Laura ma non credi che i malati di Alzheimer non ne abbiano bisogno? L’invecchiamento comporta una serie di malattie gravi ed invalidanti. Non si parla solo di fattori estetici ma di cercare di prevenire e curare certi tipi di malattie. È inutile vivere fino a 120 anni come dei vecchi infermi e rincoglioniti. Non credi? Michela

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