L’epilazione laser: intervista al dottor Alessandro Avvenente

Come avviene il trattamento di epilazione con il laser e quali sono le differenze tra laser e luce pulsata

Come avviene il trattamento?

Nel laser GentleYag che utilizzo, ho a disposizione tre diametri di spot da poter applicare sul manipolo :

  • il 12 mm, che consente di arrivare ad una potenza di 70 joule,
  • il 15  che arriva ad una potenza di 50 joule,
  • il 18 mm che arriva ad una potenza di 30 joule.

E’ chiaro  che quanto maggiore è la potenza tanto maggiore sarà la distruzione del bulbo del pelo.

I differenti diametri di spot da applicare sul manipolo

Questo mi consente di utilizzare i differenti diametri a seconda della quantità di peli presenti. 

Nella prima seduta, in cui ci sono più peli, si inizia  con una potenza del laser medio alta, applicando al manipolo il diametro di 18 mm con il quale si riesce a colpire e distruggere il pelo più duro, più grosso e che si avvicina di più al colore nero. Se utilizzassi fin dalla prima seduta la massima potenza, avendo il paziente tanti peli da colpire, il dolore diventerebbe insopportabile. Diciamo che è la seduta di “sfoltimento” in cui si riesce mediante ad eliminare circa  il 30% dei peli,  a volte anche il 50%,  comunque  tutti quelli che sono nella fase di crescita (fase anagen).

Nella seconda e terza  seduta, distanziate di due mesi circa l’una dall’altra, man mano che i peli diminuiscono, si può iniziare ad aumentare la potenza, fino a raggiungere quella massima. Potenza che se pur alta, diventa sopportabile in termini di dolore essendoci ormai un numero inferiore di peli da colpire. Le tre sedute, così distanziate, servono per colpire tutte le fasi di crescita del pelo anagen, telogen e catagen.  Proprio per questo motivo, come sottolineavo precedentemente, la continuità del trattamento è fondamentale per ottenere buoni  il risultati

 

Una quarta e quinta seduta, a volte non indispensabili, possono essere necessarie per togliere i peli residui che non sono stati distrutti nelle sedute precedenti. Anche in questo caso è possibile utilizzare la potenza massima.

Mi diceva che utilizza  una tecnica personale non in uso solitamente. Può spiegarla?

Come è possibile vedere nel video, utilizzo una tecnica  in cui, tenendo il manipolo obliquo rispetto al pelo, lo colpisco non perpendicolarmente, come avviene solitamente, ma lateralmente, in modo tale  da raggiungere con la luce emessa dal laser, una maggiore superficie del pelo (c’è più “colore” a disposizione da colpire) e riuscire a scaldarlo molto di più. In questo modo  riesco ad utilizzare una potenza più alta,  che, come ho già spiegato, è più efficace sul pelo, ma senza far avvertire dolore al paziente, perché il manipolo è più distanziato dalla pelle.  

In tutti questi anni di utilizzo del laser, ho sperimentato questa modalità  e la ritengo la più efficace. 

Il laser per l’epilazione migliora anche la qualità della pelle?

Si riesce ad ottenere anche un leggero miglioramento della qualità della pelle in quanto, il calore generato dal laser,  stimola   la produzione di collagene ed elastina. Anche le pazienti che effettuano il trattamento  riferiscono un aumento della compattezza  della pelle. Tanto è  vero che questo tipo di laser viene utilizzato anche per:

  • la riduzione delle smagliature, con risultati eccellenti, se il trattamento inizia entro due anni dalla loro comparsa;
  • ammorbidire le cicatrici indurite.

Laser o luce pulsata. Quali sono le differenze?

La luce pulsata è una fonte di luce diversa rispetto al laser. Ho detto poco prima che Il laser genera onde luminose unidirezionali e monocromatiche, cioè di una sola lunghezza. La luce pulsata, invece, utilizza una sorgente luminosa ad ampio spettro, ossia con diverse lunghezza d’onda. Quindi in linea teorica si tratta di una luce meno precisa e meno selettiva sul bulbo pilifero.

A sinistra la luce emessa dalla luce pulsata, ad ampio spettro, a destra la luce unidirezionale emessa dal laser

Le differenze sono così riassumibili:

  • iI macchinario laser lavora a bassa intensità, eliminando il rischio di bruciature,
  • in una sola seduta si possono debellare molti più peli in fase di crescita attiva di quanto non sia possibile fare con la luce pulsata.

La luce pulsata non può essere utilizzata: 

  • nel periodo estivo,
  • su pelle abbronzata,
  • su pelle scura (fototipo 4 o 5),
  • su pazienti che presentano molti nei, che in tal caso, andrebbero sempre schermati durante il trattamento, con una protezione solare totale.

Quale tipo di macchinario possono utilizzare le estetiste?

Le estetiste possono utilizzare la luce pulsata, i soft laser (depotenziati) e laser defocalizzati, ossia laser medicali ma con un’intensità ridotta, grazie a un filtro che spalma la radiazione su più lunghezze d’onda. Sono meno efficaci nell’immediato, nel senso che richiedono un maggior numero di sedute rispetto ai laser medicali e minori precauzioni (niente occhiali nè schermature particolari all’interno della stanza). Insomma sono di più facile utilizzo. Si tratta di strumenti con i quali si cerca di ridurre al minimo le eventuali complicanze derivanti  da un utilizzo scorretto del macchinario che solo il dermatologo o comunque un medico sarebbe in grado di valutare ed a cui, in seguito, porre rimedio.

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