La mastoplastica additiva: la mia esperienza

La mia seconda mastoplatica additiva

 Durante la visita preliminare, come nell’intervento precedente, avevamo stabilito:

  • la tecnica che avrebbe utilizzato,
  • la via di accesso,
  • la misura e la forma delle protesi. 

Per quanto riguarda la tecnica e la via di accesso il chirurgo non aveva margini di manovra.

La tecnica

Nel primo intervento era stata utilizzata la tecnica sottomuscolare. Per il secondo intervento sarebbe stato costretto ad utilizzare la stessa tecnica. In realtà, dal momento che nel frattempo avevo messo su qualche chilo, avrebbe potuto utilizzare la tecnica sottoghiandolare in modo tale da rendere il seno più naturale, ma, mi spiegò, che una volta creata una tasca per collocare la protesi è sempre meglio, negli interventi successivi, continuare ad usare quella già esistente per evitare di traumatizzare ulteriormente  i tessuti. Quindi di nuovo sotto il muscolo. Quindi di nuovo soggette a spostamenti nella contrazione del pettorale. 

L’accesso

Per la via di accesso valeva lo stesso discorso. Avrebbe di nuovo inciso nella zona periaereolare, era inutile creare un’altra cicatrice.

Le protesi

  • Forma: la protesi scelta fu tonda anche questa volta, perché comunque restava il problema di riempire la parte alta del décolleté.
  • Misura: questa volta non commisi errori, mi lasciai consigliare. Gli raccomandai solamente che non avrei dovuto fare la pornostar. Volevo solo un bel seno pieno, ma non una cosa esagerata. Non mi fornì molti dettagli, l’artista è così. Non mi fece fare nessuna prova. Mi disse solamente che durante l’intervento avrebbe lui provato protesi differenti e che avrebbe scelto quella che mi “donava” di più (disse proprio così). E che soprattutto avrebbe avvicinato le due mammelle troppo divaricate. Insomma avrebbe effettuato quei rimodellamenti necessari che non erano stati effettuati la volta precedente. Per il volume rimanemmo d’accordo per  330 grammi, più o meno. All’incirca quelli che la volta precedente avevo rifiutato.

L’intervento, come il precedente avvenne in anestesia totale. Del resto era il motivo  per cui mi ero rivolta proprio a quel chirurgo (e poi come altrimenti affrontare il 3 in 1?) con una notte di degenza in ospedale.  Anche questa volta mi furono messi i drenaggi che mi furono tolti la mattina dopo al momento della dimissione. I punti me li avrebbe tolti 7 giorni dopo.

Tutto identico alla volta precedente con la differenza che il medico mi tolse la fascia prima di dimettermi e mi fece indossare fin da subito il reggiseno. Quindi potei vedere subito il mio “secondo nuovo seno”. Era perfetto. Ma sapevo che per dare un giudizio definitivo avrei dovuto aspettare.

Uscii dalla clinica come potrete immaginare parecchio malconcia. Gli occhi erano gonfi e lividi per la blefaroplastica, per la liposuzione avevo dovuto indossare una guaina molto stretta che mi impediva di camminare bene. Almeno il seno non era molto dolorante. Dolore  sì, ma sopportabile, come la volta precedente. Devo dire che di tutti gli interventi effettuati quello che mi creo più disagio, soprattutto per i lunghi tempi di recupero, fu quello di blefaroplastica di cui vi racconterò tutto più in là. I giorni che seguirono all’intervento furono un pò difficoltosi, tanto e vero che mio marito, anche se io non mi lamentavo mai ( come avrei potuto!?), rendendosi conto che non ero proprio in ottima forma mi chiese se fosse davvero valsa la pena patire per pura vanità. Effettivamente una domanda di quel tipo, fatta in quel preciso momento in cui ero un vero straccio, mi fece riflettere sul fatto che forse avrei fatto meglio a suddividere gli interventi (non a non effettuarli!). Oggi invece penso che se non avessi fatto in quel modo probabilmente non sarei mai riuscita ad affrontare tre  operazioni separatamente, non fosse altro per i tempi di recupero post intervento che in questo modo vengono ottimizzati. Insomma a lui risposi che sì forse aveva ragione, non ne valeva la pena. A quel punto mi presentò un foglio che mi chiese di firmare in cui mi sarei impegnata a non effettuare mai più per tutta la vita interventi di chirurgia estetica. E io, pensate un pò, lo firmai! Lo tiene ancora con sé nel suo portafoglio. Ma sono trascorsi più di dieci anni e in un paese in cui si prescrive tutto, non credete che sia prescritto anche questa mia dichiarazione estorta, peraltro, in un momento di debolezza?

Dopo una settimana stavo già molto meglio. Anche questa volta non avevo avuto nessuna complicazione, per nessuno dei tre interventi. Anche questa seconda volta, allo stesso modo della volta precedente il medico mi aveva raccomandato, una volta tolti i punti di massaggiare il seno tutti i giorni per un mese per ammorbidirlo. Eseguii alla lettera.

Il mio decolletè dopo la mia seconda mastoplastica additiva

Dopo un mese il seno era bellissimo,  molto naturale  morbido e della misura giusta. E questa volta  per davvero. Ero al settimo cielo. La mia tenacia era stata ben ripagata.

Fino ad oro vi ho raccontato il passato…..

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