La mastoplastica additiva: la mia esperienza

Perchè ho effettuato la seconda mastoplastica additiva

Trascorsero due anni nei quali non ci pensai più. Finché sui 39 anni cominciai a meditare di dare una “sistematina” alle occhiaie, sempre profonde e scure. Cominciai a cercare soluzioni di tipo temporaneo come i riempimenti con acido ialuronico, ma allora non esistevano tutti i vari tipi di fillers né le varie tipologie di laser che sono a disposizione oggi. Inoltre, in questa mia ricerca, finii anche nelle mani di un medico incompetente che mi creò un ponfo sotto un occhio, non so neppure con quale tipo di materiale (all’epoca ero inesperta e non facevo troppe domande!), che mi sono portata dietro per anni (racconto la mia esperienza nell’articolo I fillers ). A quel punto riflettei sul fatto che forse sarebbe stato meglio se avessi scelto la via chirurgica.

Nel frattempo mi ero trasferita a Monza. Con Milano ad un tiro di schioppo, che pullulava di chirurgi plastici e medici estetici ad ogni angolo, a me, da sempre alla ricerca della bellezza e che arrivavo dalla provincia, dove le donne si prendono cura di loro stesse, ma non ai livelli di una grande città ( in provincia alcune tecniche neppure arrivano!), sembrò di essere arrivata nel giardino dell’Eden. 

Ogni giorno venivo a conoscenza di trattamenti nuovi di cui non avevo mai sentito parlare che promettevano miracoli e nei quali, all’epoca, credevo e pensavo che potessero essere davvero realtà.

Cominciai ad informarmi attraverso la rete di amicizie su quali fossero i chirurghi plastici migliori a cui potermi rivolgere (internet aveva appena fatto capolino) ed iniziai un lungo pellegrinaggio presso alcuni di loro, soprattutto per capire quali soluzioni proponevano al mio problema. Tutti concordi. Il responso fu blefaroplastica. Blefaroplastica nella palpebra inferiore che,  a quel punto, sarebbe stato meglio effettuare anche nella palpebra superiore (già che c’ero!) dove cominciava ad esserci un pò di pelle in eccesso.

Ero molto indecisa. Parlai anche con il chirurgo/amico che mi aveva operato al seno e che aveva operato di blefaroplastica anche una mia carissima amica. Ma non mi convinceva. Innanzitutto perché alla fine non ero rimasta poi così soddisfatta del risultato nell’intervento di mastoplastica e poi perché operava in sedazione profonda con la collaborazione del paziente. In pratica, per evitare di togliere troppa pelle, in alcune fasi dell’intervento si sospende la sedazione e si  chiede al paziente di aprire e chiudere gli occhi. Questa collaborazione non mi piaceva per niente. Avevo paura. Cominciai a cercare qualcuno esperto in interventi di blefaroplastica effettuati in anestesia totale. A quel punto mi si accese una lampadina. Se mi operano in anestesia totale, pensai, potrei, nello stesso intervento, cambiare anche le protesi.

Non ci potrete credere ma nella scelta mi venne in aiuto mio marito. Era rassegnato o almeno sembrava. Avrà pensato: tanto questa si opera comunque, tanto vale che vada da uno capace. Aveva conosciuto ad un pranzo di lavoro un chirurgo plastico brasiliano (il Brasile vanta il primato assoluto in fatto di chirurgia plastica) che gli era stato presentato come “un mago”. Gli aveva parlato di me e mi aveva già prenotato una visita nel suo studio. 

Andai. Mi colpì. Un vero personaggio. Un poeta. Aveva un grande senso estetico ed un vero culto per la bellezza. Mi disse che non avrebbe avuto problemi ad effettuare la blefaroplastica in anestesia totale e cambiare anche le protesi. Convenne con me che erano troppo piccole, ma soprattutto inserite senza un criterio estetico. Preciso’ che l’intervento, dal punto di vista chirurgico era stato eseguito alla perfezione, ma, aggiunse: “come diceva sempre il mio maestro Pitanguy un ottimo chirurgo plastico non è detto che sia un eccellente chirurgo estetico. Per quello ci vuole una sensibilità particolare che non tutti hanno”. Precisò che  in Brasile, e in generale in tutto il Sudamerica, sono proprio specializzati nei multinterventi (capacità di effettuare più interventi contemporaneamente) e che se volevo avrebbe effettuato anche “un pò” di liposuzione nel punto vita e nella zona delle cosce dove avevo dei gonfietti vicino all’attaccatura del sedere (cosiddette culotte de cheval). Accettai.  Devo dire che affrontai l’intervento a cuor leggero senza fare né farmi troppe domande, non chiesi né dei rischi né  delle eventuali complicanze. Niente di niente.  Andai e basta.

Durante la visita perliminare……

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