Il PEELING ANTIETA’: 3 STEP STIMULATION PEEL DI OBAGI

Eccomi finalmente a parlare di peeling, anzi di un peeling in particolare: il 3 Step Stimulation Peel di OBAGI

Nell’articolo curare-la-pelle-con-i-trattamenti-di-medicina-estetica avevo già accennato a questo tipo di trattamenti. Credo che sia bene fornire qualche informazione aggiuntiva in modo tale da poter essere in grado, eventualmente, di scegliere consapevolmente un trattamento di questo tipo.

COSA E’ UN PEELING

Il peeling chimico del volto è un trattamento che, attraverso l’applicazione di una sostanza chimica sulla pelle, stimola la sua esfoliazione ed il  suo  conseguente ricambio.

A COSA SERVE UN PEELING

  • Stimola la rigenerazione (turnover) cellulare rimuovendo ed esfoliando le cellule morte della pelle, provocando una vera e propria accelerazione del ricambio cellulare che avviene già naturalmente nel derma.
  • Elimina le cellule della pelle danneggiate e degenerate, che vengono sostituite da cellule epidermiche normali.
  • Produce un’infiammazione che attiva la produzione di collagene ed elastina (rivitalizzazione e ringiovanimento del derma con formazione di collagene autologo).

DIFFERENTI TIPOLOGIE DI PEELING

Un peeling del volto può  agire sia a livello dello strato più superficiale della pelle o a livello più profondo.

Infatti le differenti tipologie di peeling chimici si dividono  in base alla loro profondità d’azione (capacità penetrante)  e si distinguono in:

  • molto superficiali,
  • superficiali,
  • medi
  • profondi.

La profondità d’azione del peeling dipende da vari fattori: 

  • l’agente chimico utilizzato,
  • la sua concentrazione,
  • l’area cutanea su cui viene applicato,
  • il tempo di posa, 
  • la modalità di esecuzione,
  • il risultato che si vuole ottenere .

Si può passare quindi da peeling “socializzanti”, che consentono di poter uscire la sera stessa dopo il trattamento, senza segni visibili, a peeling che richiedono qualche giorno prima di poter riprendere una normale vita sociale.

I PEELING MOLTO SUPERFICIALI O  SUPERFICIALI

I peeling molto superficiali generalmente inducono la rimozione dello strato corneo della pelle. Sono utili per:

  • ottenere una rimozione dell’opacità cutanea,
  • aumentare la luminosità alla pelle,
  • attenuare le pigmentazioni superficiali,
  • migliorare la qualità della cute acneica.

Il tempo di applicazione è variabile a seconda del tipo di pelle del paziente e il trattamento andrà mediamente ripetuto ogni 15-20 giorni per un numero di sedute variabili in relazione al risultato che si vuole ottenere.
Il fastidio durante il trattamento è minimo e si limita ad una leggera sensazione di pizzicore  di  qualche minuto.

Quando si esegue un peeling superficiale si può  osservare una lieve esfoliazione, che dura 3-5 giorni a cui conseguirà una delicata rigenerazione cutanea.

I PEELING MEDI E PROFONDI

I peeling medi e profondi penetrano fino al derma provocando un danno ai tessuti i quali, per  riparare tale danno,  innescano un processo di guarigione e rigenerazione con conseguente produzione di collagene ed elastina. Lo scopo in questo caso non consiste semplicemente nel   miglioramento della texture della pelle, ma soprattutto è finalizzato a stimolare la produzione di collagene  con conseguente aumento dell’elasticità e del turgore della pelle.

Hanno lo scopo di:

  • ridurre le rughe sottili,
  • rimuovere le macchie cutanee,
  • rimuovere le lesioni precancerose,
  • migliorare le cicatrici da acne,
  • ottenere un effetto “sbiancante”.

L’esfoliazione dura qualche giorno in più, circa 7 giorni, e si può formare anche qualche crosticina nei punti dove gli inestetismi,  ad esempio le macchie, sono più intensi.

Il frost

Quando si eseguono peeling medio-profondi si determina spesso un effetto “frost” (ben visibile nel video sotto), che si manifesta  con una patina bianca, simile alla brina, (da qui il termine “frost” che in inglese significa appunto brina) sulla pelle, che può essere più o meno intenso ed è indice della buona riuscita del trattamento. Infatti in questo modo ogni area che non sia stata adeguatamente trattata ed esfoliata vene facilmente individuata e si può ritrattare. Questo dà la garanzia di un effetto uniforme. Più il “frost” è bianco e compatto più il peeling è profondo.

Di fatto con il” frost” si ha  una “bruciatura”  localizzata e controllata, che in alcuni casi può avere come conseguenza la formazione di una crosta od ispessimento cutaneo di colore più scuro (la pelle nei giorni seguenti al trattamento appare come incartapecorita) in funzione della risposta cutanea alla sostanza chimica applicata. Il “frost” si può formare in tempi brevissimi dopo l’applicazione del peeling ed è estremamente utile per il medico che deve valutare la risposta soggettiva del paziente e la “profondità” del trattamento.

La neutralizzazione

È bene sapere che nella maggior parte dei peeling e’ prevista   una fase molto delicata detta di neutralizzazione (alcuni si auto-neutralizzano).  Ossia l’acido    deve essere reso inefficace, neutralizzato, con una soluzione tampone dopo un determinato intervallo di tempo seguente alla sua applicazione. Questo comporta che lo stesso prodotto, a parità di concentrazione, possa dare oltre che risultati diversi anche reazioni avverse differenti, in funzione di quanto tempo il medico lo ha lasciato in posa prima attuare la neutralizzazione. Quindi diventa fondamentale che l’operatore sappia interpretare bene  le reazioni dalla pelle e sappia individuare il momento ottimale in cui neutralizzare il peeling.

Una precisazione

Ormai i peeling profondi non si effettuano più. Erano molto dolorosi e comportavano tempi di recupero molto lunghi con rischi di infezioni e cicatrici. Sono stati soppiantati dalla tecnologia  laser, più efficace e sicura.

LE SOSTANZE CHIMICHE MAGGIORMENTE UTILIZZATE IN UN PEELING 

Acido glicolico

E’ un alfa-idrossiacido ed è stato il primo acido ad essere utilizzato come peeling chimico nei primi anni ’90. È una sostanza attraverso cui si effettuano peeling superficiali: non provoca né rossori né croste (peeling socializzante).

E’ disponibile in diverse concentrazioni (dal 55 all’85%) ed è adatto per:

  • dare una “rinfrescata” alla pelle,
  • per il trattamento delle rughe sottili,
  • per gli esiti di acne e
  • per la pelle seborroica.

Acido mandelico

E’ un alfa-idrossiacido derivato dall’estratto di mandorle amare. Ha avuto  un notevole consenso in quanto, nonostante abbia una buona capacità  esfoliante, non provoca bruciore o irritazione e, non essendo fotosensibilizzante, si può utilizzare tranquillamente anche in estate ed è possibile applicarlo anche sulle persone con pelle molto chiara. È un peeling molto superficiale (socializzante)

È indicato principalmente per

  • l’acne (infiammatoria e comedogenica),
  • il foto-invecchiamento,
  • le iperpigmentazioni

Acido lattico

E’ un alfa idrossiacido, molto simile all’acido glicolico, con capacità  esfolianti. A base di acido lattico si effettuano peeling molto superficiali (socializzanti). È  efficace nei casi di:

  • iperpigmentazioni,
  • foto-invecchiamento.

Acido piruvico

Sembra  che ripetute applicazioni di acido piruvico riescano a rallentare efficacemente sia l’invecchiamento cutaneo fisiologico (cronoaging) sia quello derivante da un’eccessiva esposizione ai raggi solari (foto-invecchiamento o photoaging). Il peeling con acido piruvico risulta anche molto efficace nel trattamento di

  • acne,
  • dermatite seborroica,
  • rughe fini del volto.

E’ anche un ottimo schiarente in grado di attenuare notevolmente le iperpigmentazioni. Viene considerato un peeling “socializzante”. Dopo due o tre giorni potrà comparire una leggera esfoliazione ma sarà sufficiente una buona idratazione per controllare il fenomeno.

Acido Cogico

E’ una sostanza  depigmentante: degrada la melanina  e svolge attività antiossidante.

Può  essere utilizzato da solo o  associato a sostanze esfolianti come acido mandelico, acido salicilico e acido tartarico. L’applicazione di molecole schiarenti con sostanze esfolianti, agendo in sinergia, promuove efficacemente l’eliminazione dello strato più superficiale  delle pelle stimolando un efficace  turn-over cellulare.

Trova valida applicazione nei casi di:

  • cheratosi,
  • iperpigmentazioni dovute all’invecchiamento cutaneo.

Acido salicilico

Rispetto ad altri acidi utilizzati per gli stessi scopi l’acido salicilico è più sicuro e privo di effetti collaterali. Tipico di questo acido è l’effetto  “frost” che si ottiene. È possibile incrementarne l’ intensità  effettuando più passaggi di acido nella stessa seduta. In questi casi si noterà un arrossamento più intenso a cui consegue una desquamazione nei giorni successivi. 

L’acido salicilico è particolarmente  indicato nei casi di:

  • acne, forme medio-lievi anche in fase attiva,
  • foto-invecchiamento .

Acido tricloroacetico

Un peeling all’acido tricloroacetico può essere più o meno profondo a secondo della percentuale  di acido che viene utilizzata.

  • al 10-25% viene utilizzato per peelings superficiali, contro i primi segni di invecchiamento (rughe sottili, colorito spento), l’acne, le cheratosi superficiali, per la pulizia profonda della pelle e per chiudere i pori dilatati.
  • al 35-50%, invece, produce una esfoliazione molto più seria che raggiunge strati più profondi della pelle a cui può seguire astensione dalla vita sociale. Viene utilizzato per eliminare le cicatrici dovute all’acne, per attenuare le rughe e cancellare le macchie, ricompattare la pelle e ridurre la lassità dei contorni

AVVERTENZE

E’ bene ricordare che, indipendentemente dalla sostanza utilizzata, acido mandelico a parte,  l’unica precauzione da osservare nel post-peeling è la foto protezione.

I PEELINGS COMPOSTI E COMBINATI

Attualmente in medicina estetica, piuttosto che utilizzare un’ unica sostanza, si  preferisce utilizzare pellings ritenuti più efficaci che sfruttano l’azione sinergica di diverse sostanze e  si dividono in:

  • peelings composti (3 Step Peel Stimulation Obagi), in cui vengono associate più sostanze nello stesso prodotto
  • peelings combinati,  in cui differenti prodotti vengono applicati in sequenze successive.

3 STEP PEEL STIMULATION DI OBAGI

Cosa è il 3 Step Stimulation Peel

Il 3 Step Stimulation Peel è un peeling composto, di grado medio, molto innovativo perchè,  oltre ad effettuare una tradizionale azione esfoliante e levigante come tutti i peeling, stimola la produzione di nuovo collagene, a cui consegue un “ricompattamento” della pelle. (effetto tightening)

Conferisce quindi  benefici più duraturi che vanno al di là dei miglioramenti superficiali temporanei osservabili con gli altri peeling.

Viene applicato su tutto il viso anche nel contorno occhi.

E’ auto-neutralizzante, quindi molto sicuro.

Cosa fare in preparazione del 3 Step Stimulation Peel

E’ necessario, prima di sottoporci al peeling, preparare la pelle attraverso l’applicazione a domicilio di una crema al retinolo all’1%, per un periodo di due mesi consecutivi, da sospendere 5 giorni prima del trattamento.

Come avviene il trattamento

Il 3 Step Peel prevede come dice il suo nome tre passaggi (steps).

Si comincia, come in ogni tipo di peeling con la detersione della pelle,  che deve essere “sgrassata” con una soluzione alcolica.

Step 1

Applicazione con passaggi ripetuti nelle zone più segnate da inestetismi, fino a raggiungere  l’effetto “frost” (visibile nel video sotto), di un mix di:

  • acido lattico (5%),
  • tricloroacetico (10%),
  • salicilico (17%).

in questa fase si determina la rimozione degli strati cutanei più superficiali.

Step 2

Applicazione di crema al retinolo al 6% mediante la quale viene effettuata la stimolazione degli strati cutanei più profondi del derma con conseguente formazione di collagene autologo. Fase anti-age

Step 3

Applicazione di una crema lenitiva a base di saponina e glicerina che aiuta a minimizzare le reazioni cutanee, a conservare l’idratazione e a sopprimere l’infiammazione cutanea conseguente al peeling. 

Cosa fare nel post-peeling

Il medico fornisce, per il trattamento domiciliare la crema:

  • al retinolo al 6%  da applicare la mattina successiva al trattamento,
  • lenitiva da applicare nei giorni successivi al trattamento.

A cosa serve il 3 Step Stimulation Peel

E’ ottimale per il trattamento di

  • acne;
  • melasma;
  • danni solari;
  • rughe sottili;
  • pelle ruvida e opaca;
  • pori dilatati.

Frequenza del trattamento

Il 3 Step Stimulation Peel può essere ripetuto ogni 4 settimane. La frequenza dipende molto dall’inestetismo che si deve trattare e dal risultato che si vuole raggiungere.

Tempi di recupero

Nonostante sia un peeling di grado medio, attraverso cui si ottiene un profondo rinnovamento cellulare, determina dei minimi fastidi subito dopo averlo eseguito. I tempi di recupero sono molto brevi dai 3 ai 5 giorni.

Precauzioni da osservare successivamente al trattamento

Dopo il peeling è necessaria l’applicazione di una crema con fattore di protezione 50. Ci si potrà  esporre di nuovo al sole dopo 4 settimane

Controindicazioni

Non ci sono controindicazioni al trattamento e può essere effettuato su tutti i tipi di pelle.

Costi

Un trattamento 3 Step Peel  ha un costo di 500/600 euro.

LA MIA ESPERIENZA

Non  effettuo  peeling con molta frequenza. La mia pelle è molto sottile ed ottengo già una buona esfoliazione e un buon turnover cellulare attraverso i prodotti Obagi che utilizzo già da molto tempo per la mia routine di bellezza quotidiana gli unici, tra tutti  quelli utilizzati nei miei primi 50 anni, che hanno fatto davvero la differenza.

Ho provato in passato, i peeling molto superficiali (con acido glicolico e mandelico) e quelli superficiali-medi con  acido salicilico e acido tricloroacetico  utili per la rimozione dell’opacità cutanea, per ridare luminosità alla pelle e per attenuare le pigmentazioni superficiali.

Ma quando la dottoressa Lavagno, chirurgo plastico di Milano, www.lialavagno.com, mi ha parlato del 3 Step Stimulation  Peel spiegandomi che era un tipo di peeling che  andava oltre ad una semplice esfoliazione, ho deciso di provarlo. Voglio condividere con voi la mia esperienza.

Cosa si avverte  durante il trattamento

Il peeling non è assolutamente doloroso, si ha solo una sensazione di leggero bruciore pari ad una scottatura solare durante il passaggio della soluzione acida (step 1).

Cosa accade dopo il trattamento

Immediatamente dopo il peeling la pelle appare leggermente arrossata per una mezz’ora, dopo di che tutto scompare. Pensate che l’ho effettuato il sabato pomeriggio e la sera mi sono tranquillamente truccata e sono andata a cena fuori. Anzi il giorno stesso in cui il peeling viene effettuato e il giorno successivo la pelle appare molto luminosa lucida e  liftata. Potete osservarlo molto bene dalla  foto sotto.

Il giorno successivo al 3 Step Peel

Il secondo giorno la pelle comincia a raggrinzirsi e appare incartapecorita, ma ci si può truccare tranquillamente.

Il terzo giorno inizia una desquamazione osservabile nella foto sotto  che si esaurisce in 24 ore. 

Terzo giorno successivo al trattamento: la pelle inizia a desquamarsi

In questa fase é molto importante:

  • tenere molto morbida la pelle con la crema lenitiva fornita dal medico, da applicare ripetutamente, o con creme molto grasse per evitare che le pellicine si stacchino in maniera traumatica. Se doveste terminare la crema lenitiva, potete fare come me: ho utilizzato Aquafor della Eucerin, una crema molto grassa, di cui ho parlato nell’articolo trattamenti-quotidiani-per-avere-labbra-sempre-perfette,
  • non cercare di forzare il distaccamento della pelle tirandola.

Anche in questa fase ci si può truccare e uscire. L’importante è ricordarsi SEMPRE la crema protettiva.

Per chi lavora e non vuole andare al lavoro con la pelle desquamata, il giorno ideale per effettuare il trattamento potrebbe essere il giovedì. In questo modo la desquamazione avverrà nella giornata di domenica e il lunedì potrete rientrare al lavoro come nuovi.

 Cosa ho ottenuto con il 3 Step Stimulation Peel

E’ bene specificare che ho effettuato il trattamento un’ unica volta, in quanto i benefici ottenuti sono stati tali da non richiedere applicazioni ulteriori. La mia pelle  è risultata fin da subito

  • più luminosa
  • più compatta
  • più tonica.

E’ un trattamento che consiglio per la sua:

  • semplicità
  • rapidità. I tempi di recupero sono molto brevi
  • efficacia immediata
  • consente benefici duraturi nel tempo. Infatti la rivitalizzazione e il ringiovanimento del derma con conseguente formazione di collagene autologo, impressa alla pelle, avviene anche nei mesi successivi al trattamento.

E proprio per i benefici riscontrati, amiche care, ho deciso di  inserire questo trattamento  tra quelli da ripetere con regolarità. Provare per credere….

P.S. La mail di notifica relativa all’articolo “I trattamenti medico-estetici per la bellezza del collo” è stata inviata, per un errore tecnico, non con il mio nome, ma con un nome diverso, come se il pezzo non fosse stato scritto da me.  Mi scuso con tutti quelli che mi seguono.

Join the discussion 8 Comments

  • letiziajaccheri ha detto:

    michela se voglio mettere mi piace a un post, non trovo il bottone dov’e’?

  • Faceboost ha detto:

    Devi mettere il like di Facebook.

  • Bruna ha detto:

    Ciao Michela, qualche domanda sul protocollo Obagi, che adoro!
    Io utilizzo detergente, pad all’addio salicilico, crema giorno e notte, scrub due volte alla settimana ed a sere altern il siero 1% retinolo.
    Con questo calendario abbastanza serrato non avrei modo di usare altri prodotti…
    Tu usi esclusivamente quelli del protocollo Obaci oppure integri con qualcos’altro?
    Grazie in anticipo
    B

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Bruna. Anche io utilizzo solo Obagi. Crema giorno Daily Power e la sera alterno Retamax e Brightnex. Inoltre utilizzo ogni 10 giorni il polish. Integro solo una crema, fospidin o ultimamente tensage a base di bava di lumaca, per il collo. Le creme di Obagi per Il mio collo sono troppo aggressive….E per il contorno occhi utilizzo environ eye gel, ottima. A breve scriverò un articolo proprio sul contorno occhi. A presto Michela

  • bruna ha detto:

    Grazie Michela, io sono ancora nella fase in cui il Brightnex mi crea spellamento ed arrossamento; non riesco a farlo ancora a giorni alterni, ma devo far passare almeno 2 gg tra un applicazione e l’altra.
    Credi sia il caso di forzare un po’ e tentare comunque la routine a giorni alterni?
    Intanto grazie per i suggerimenti, proverò la crema occhi, invece per il fospidin ho dei campioncini, proverò anche loro!
    Cari saluti
    B

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Bruna. No io aspetterei. Dai il tempo alla pelle di abituarsi. Aspetta e aumenta il numero di applicazioni man mano che la spellatura diminuisce. Fammi sapere come ti sei trovata con le altre creme. A presto. Michela

    • Maddalena ha detto:

      dove si trovano i prodotti Obagi a Milano?

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Maddalena. Li puoi trovare dalla dottoressa Lia Lavagno (www.lialavagno.com) . Ma se vai e cerchi sul sito http://www.zoskinhealth.com , trovi tutti i medici dove li puoi acquistare. Considera che per acquistarli devi fare una visita in cui ti verranno indicati quelli più adeguati alle tue problematiche. A presto. Michela

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