SlimME (TRATTAMENTO NON CHIRURGICO PER LE ADIPOSITÀ LOCALIZZATE): INTERVISTA AL DOTTOR MATTEO TRETTI CLEMENTONI

Molto spesso, l’adiposità localizzata (accumuli di grasso in specifiche zone del corpo), che negli uomini si concentra soprattutto su addome e fianchi, nelle donne più su gambe, fianchi e glutei, è ancora più ostinata da trattare rispetto a quella generalizzata e, spesso, anche i programmi dietetici e l’attività fisica non offrono risultati visibili e soddisfacenti. Ci viene in soccorso non solo la chirurgia con la liposuzione, ma soprattutto la medicina estetica con una serie di trattamenti non invasivi per l’eliminazione di questo inestetismo. I trattamenti non chirurgici per trattare le adiposità localizzate sono molti , ma uno in particolare ha attirato la mia attenzione: si chiama SlimMe é appena uscito e sembra essere molto promettente. Per avere informazioni più dettagliate e precise ho chiesto di nuovo l’aiuto del dottor Matteo Tretti Clementoni www.laserplast.org, chirurgo plastico di Milano, e sono andata ad intervistarlo.
Mi sono rivolta a lui perché, come ho già spiegato nell’articolo Ultherapy (lifting non chirurgico): intervista al dottor Matteo Tretti Clementoni, oltre ad apprezzare le sue capacità professionali e la sua serietà come sua paziente, è proprio lui che ha condotto lo studio sperimentale su questa metodica.

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Il dottor Tretti con il “suo” SlimME

Che cosa è SlimMe e come funziona?

Prima di entrare nel merito, è d’obbligo una premessa.
La domanda di trattamenti chirurgici per la riduzione del grasso corporeo (liposuzione) è in costante ascesa (ed in doppia cifra). Se invece facciamo riferimento ai trattamenti non chirurgici, attualmente in Europa, ed in Italia in modo particolare, non sono altrettanto conosciuti e non hanno avuto la diffusione che invece io ritengo potrebbero avere. Contrariamente a quanto avviene ad esempio negli Stati Uniti, dove sono estremamente popolari e dove addirittura esistono studi medici che “vivono” solo effettuando questo tipo di trattamenti. In Italia tutti sappiamo benissimo cosa è una liposuzione, ma pochi sanno che esistono forme alternative di riduzione del grasso corporeo non invasive, che permettono di ottenere, non gli stessi risultati di una liposuzione, ma comunque un deciso miglioramento senza la necessità di passare attraverso la chirurgia. Inoltre il livello di soddisfazione dei pazienti che si sono sottoposti a trattamenti non chirurgici è estremamente elevato. Ed è proprio il livello di soddisfazione del paziente che, negli USA, comporta un costante incremento della domanda di tali metodiche. Quindi trovo di un’importanza fondamentale che i pazienti siano correttamente informati sull’esistenza di questi trattamenti.
Sono sette le famiglie di strumenti non chirurgici che possono essere utilizzati per la riduzione del grasso corporeo:

-la criolipolisi. Si tratta della metodica più conosciuta. Consiste nel portare il grasso (non la pelle) ad una temperatura così bassa (-7°) da indurre la morte delle cellule adipose. Si tratta però di una tecnica molto costosa;

-la radiofrequenza che settata in un certo modo va a riscaldare il tessuto sottocutaneo e quindi determina morte degli adipociti o fuoriuscita dei trigliceridi dalle cellule adipose con conseguente riduzione del volume del grasso. Attualmente sto testando una nuova apparecchiatura, sempre appartenente alla categoria delle radiofrequenze, che agisce solo attraverso il semplice avvicinamento dell’ emetittore al paziente senza contatto diretto con la pelle e che dovrebbe consentire la riduzione delle adiposità localizzate;

-LLLT e LPG, molto efficaci per ridurre la ritenzione idrica, ma molto poco per eliminare gli accumuli di grasso;

-la famiglia degli ultrasuoni da suddividere in:

  • focalizzati, che vanno a colpire il grasso e determinano quindi morte delle delle cellule adipose;
  • uniformi, su cui si basa SlimMe, anch’essi in grado di determinare morte delle cellule adipose in grado di colpire il grasso in profondità.

SlimMe è una metodica che combina due tecnologie: ultrasuoni e radiofrequenza:

  • gli ultrasuoni non sono focalizzati in punti molto piccoli, ma riscaldano un volume decisamente maggiore di grasso. Cute e sottocute sono aspirati all’interno di un manipolo esagonale o rettangolare e quindi gli ultrasuoni sono emessi parallelamente alla superficie cutanea. L’emissione alternata dell’energia da parte di diversi emettitori inseriti nel manipolo ed il raffreddamento della superficie interna del manipolo stesso (quella a contatto con la cute), permettono di mantenere una superficie cutanea indenne, mentre solo il grasso sottocutaneo viene riscaldato.
  • la radiofrequenza che aumenta il drenaggio linfatico e ripristina la tensione e la compattezza dei tessuti

E’ molto importante sottolineare che TUTTE queste metodiche, indipendentemente dalla loro maggiore o minore efficacia, presentano un’ottima valutazione dal punto di vista della sicurezza.

La riduzione del grasso provoca lassità?

Per evitare questo fenomeno di cosiddetto “sacchetto vuoto”, non si deve eccedere con la riduzione del grasso in modo tale che il tessuto continui a mantenere la propria elasticità e abbia la possibilità di “riposizionarsi” . Si tratta comunque di un problema che si presenta in qualunque tipo di trattamento finalizzato alla riduzione del grasso, anche nella liposuzione. In alcune zone del corpo tipo l’addome, laddove si ponesse un problema di lassità cutanea da svuotamento si può intervenire con alcune sedute di un particolare tipo di radiofrequenza che, agendo più superficialmente, conferisce contrazione ai tessuti.

In quali zone del corpo può essere effettuato il trattamento?

Le zone di elezione sono:

  • fianchi (maniglie dell’amore negli uomini), che non hanno un grande volume;
  • addome;
  • la regione trocanterica (delle anche, le famose culotte de cheval) nelle donne.

Per quanto riguarda braccia e cosce esprimo qualche dubbio. Queste zone, rispetto alle altre sono maggiormente soggette a rilassamento cutaneo. Per cui il trattamento si può effettuare, ma la quantità di grasso che possiamo eliminare non deve essere eccessiva e comunque tale da non creare il già descritto, antiestetico effetto “sacchetto vuoto”.

Di quanto è possibile ridurre il grasso in termini di cm?

Nello studio che ho condotto il trattamento è stato suddiviso in due sedute di trattamento separate da un intervallo di tempo di 4 settimane. Per la valutazione dell’efficacia sono state prese come riferimento:

  • la circonferenza ombelicale,
  • la circonferenza rilevata 5 cm sopra e sotto il piano ombelicale.

La riduzione media della circonferenza ombelicale è stata di 1,5 cm ad un mese dal trattamento e di circa 3,2 cm a tre mesi dal trattamento. Questi dati mi permettono di definire questa nuova tecnologia realmente promettente.

Quanto tempo e quante sedute sono necessarie per effettuare il trattamento ?

Ogni seduta ha una durata di circa 60/70 minuti. La durata dipende dall’ampiezza dell’area da trattare. Di solito sono necessarie 2 sedute, 3 al massimo, da effettuare una volta al mese.

Si tratta di un trattamento doloroso?

In alcuni momenti si può avvertire un leggero fastidio, dovuto al calore generato dal trattamento ma assolutamente accettabile. Non richiede comunque nessuna forma di anestesia.

Quali sono le conseguenze del trattamento?

A volte possono rimanere delle piccole ecchimosi. Ma in ogni caso è possibile riprendere immediatamente tutte le normali attività quotidiane.

Gli effetti sono immediati?

No gli effetti finali sono visibili dopo 2/3 mesi. Dopo il trattamento con Slim-Me, l’organismo inizia a lavorare. Nel corso dei successivi due/tre mesi, le cellule adipose morte vengono naturalmente eliminate dal corpo.

Quanto durano tali effetti?

Dipende dallo stile di vita di ognuno. È’ chiaro che se una volta effettuato il trattamento un paziente si sentisse autorizzato a riprendere un’alimentazione ricca di grassi e zuccheri senza seguire una dieta equilibrata, vanificherebbe gli effetti del trattamento.

Qual’e la differenza tra altri trattamenti tipo cool sculpting (criolipolisi) e SlimMe?

Pur essendo metodiche che si basano su principi completamente diversi, sono efficaci entrambi, con risultati molto simili tra loro, sia per quanto concerne la riduzione delle circonferenze che per quanto riguarda i tempi in cui tali risultati sono conseguibili. La criolipolisi è più costosa.

Per chi è indicato SlimMe?

E’ indicato per tutti, donne e uomini che, dai 30 anni in su, presentano adiposità localizzate e che hanno un pannicolo adiposo sottocutaneo di uno spessore almeno di 2/3 cm. Lo studio che ho effettuato è stato condotto su 22 pazienti con un Indice di Massa Corporea (IMC) maggiore di 25 ed inferiore a 32. La richiesta della persona magra deve essere rifiutata, ma non è neppure un trattamento che possono effettuare i grandi obesi.

In quale periodo dell’anno è più indicato sottoporsi a Slim me?

Può essere effettuato in qualunque periodo dell’anno anche in estate

E’ un trattamento sicuro? Alcuni medici sostengono che, criolipolisi a parte, “gli altri metodi di rimozione del grasso, sono basati sulla morte necrotica delle cellule che vengono danneggiate con il calore, ultrasuoni ad alta intensita’, iniezioni di sostanze chimiche.
Ognuno di questi approcci presenta problemi tecnici, particolarmente per quanto riguarda la capacita’ di colpire solo il tessuto adiposo e i rischi di danneggiamenti non voluti dei tessuti circostanti o all’interno dello strato di tessuto adiposo. Inoltre anche la prevedibilita’ dei risultati di queste procedure e’ incerta”. Che ne pensa?

Sono d’accordo che se io creo un focolaio di necrosi puntiforme posso creare un problema, cioè necrosi completa dei tessuti. Ma questo con SLIM-ME non accade. La terminazione nervosa è preservata quindi la sensibilità della zona trattata non cambia dopo il trattamento. Qualche microvaso è destinato a morire, ma non tutti, altrimenti si avrebbe effettivamente la necrosi dell’intera zona. La vascolarizzazione è mantenuta. La ricerca scientifica e gli studi effettuati su questa metodica consentono con assoluta certezza di considerare questo trattamento sicuro.

Ci sono controindicazioni a questo tipo di trattamento?

Bisogna escludere i pazienti che presentano nel tessuto adiposo aderenze o lesioni cicatriziali ampie, perché l’energia potrebbe riscaldare anche questi tessuti. Le piccole aree cicatriziali possono essere semplicemente evitate eseguendo il trattamento solo sulle aree circostanti.

È necessaria una preparazione specifica?

No nessuna. Negli uomini si consiglia la depilazione della zona da trattare. Si chiede di abbinare al trattamento una normale attività fisica ed un regime alimentare equilibrato, non ricco di zuccheri e grassi

Quali sono i costi?

Si va dai 300 ai 700 euro circa a seduta, in relazione a quante zone vengono sottoposte al trattamento e alla loro ampiezza.

CHE IDEA MI SONO FATTA SlimMe

Mi sembra di poter riassumere così l’intervista.

Si tratta di una metodica molto promettente, efficace, sicura, che da ottimi risultati, con un livello di soddisfazione dei pazienti molto alta, anche se con effetti non paragonabili alla liposuzione e particolarmente indicata per:

  • chi ha accumuli di grasso evidenti e localizzati,
  • chi cerca un trattamento con dolore e fastidio estremamente limitati o nulli,
  • chi desidera un trattamento che non richiede nessuna convalescenza,
  • chi preferisce un processo naturale non basato su farmaci, sostanze chimiche o chirurgia.

Con il trattamento SlimMe non ci sono aghi, non ci sono incisioni, non serve anestesia e non c’è bisogno di alcun ricovero, né di periodi di convalescenza. Per questo motivo SlimMe è la scelta ideale per pazienti che cercano un’efficace alternativa non chirurgica alla liposuzione.
Nonostante il mio giudizio positivo non potrò provare il trattamento non avendo, per mia fortuna, adiposità localizzate. Come direbbe mio marito, questo almeno ce lo siamo risparmiato. Ma a proposito di mio marito credo proprio che lui invece abbia intenzione di sottoporsi a SlimMe. Ha delle antiestetiche maniglie dell’amore che non riesce ad eliminare nonostante dieta e attività fisica intensa. Dimagrisce, ma i due “gonfietti” restano sempre lì al loro posto (si vede che sono affezionati!). Ha letto l’articolo ed è rimasto colpito da questo tipo di trattamento. Rientra tra quelle categorie di persone che non conoscono altro che la liposuzione, a cui non si sottoporrebbe mai. Un po’ per i tempi di recupero, un po’ perché non affronterebbe mai un intervento chirurgico per motivi puramente estetici. Non pensava assolutamente che esistesse qualcosa di così minimamente invasivo ed efficace. Per cui, se mio marito decidesse veramente di sottoporsi al trattamento, avrò anche la possibilità di valutare in prima persona l’efficacia di SlimMe e potrò riferirvi direttamente. Vedremo se il dott. Tretti lo riterrà un paziente “idoneo”. Non resta che aspettare.

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