Operazione tintarella: qualche consiglio per abbronzarsi in modo corretto

Le regole generali da seguire per una corretta protezione.

Indice

Le regole generali da seguire per abbronzarsi in modo corretto possono essere così riassunte:

  • utilizzare una crema protettiva con fattore di protezione non inferiore a 50 per il viso, collo e décolleté soprattutto all’inizio, quando la pelle non è ancora abbronzata, dopodichè si potrà scendere ad un fattore protettivo 30, che andrà applicato SEMPRE per tutto il periodo in cui ci esponiamo al sole. Il fattore di protezione potrà variare in relazione alla carnagione di ognuno (fototipo), ma deve essere tale da far sì che la pelle non si arrossi mai. Per il corpo si può utilizzare un fattore di protezione inferiore: da 20 a 30, da scegliere sempre in relazione alla carnagione di ognuno di noi .
  • non utilizzare mai creme rimaste dall’estate precedente. Si ossidano e non sono più efficaci.
  • la crema deve essere applicata 15 minuti prima dell’esposizione al sole e deve essere riapplicata ogni due ore e sempre dopo aver fatto il bagno. Non esistono creme che siano davvero resistenti all’acqua.
  • la protezione solare va applicata non solo quando ci esponiamo volontariamente al sole, ma anche quando stiamo all’aperto. In questo caso è sufficiente un fattore di protezione 30 e sarebbe meglio utilizzare una crema che non debba essere riapplicata ogni due ore. Infatti solitamente al mare siamo senza trucco e riapplicare la crema diventa semplice, molto più complicato invece dover stendere nuovamente la protezione sopra il trucco. Si rischia di fare un pasticcio! Io consiglio il primer della linea Obagi che, oltre ad essere una ottima base per il trucco, uniforma il colorito (è leggermente colorata) ed ha una texture molto leggera (io da quando uso quello riesco a fare a meno del fondotinta!) Assicura una protezione per 8 ore.
  • anche in inverno la protezione solare non dovrebbe mai mancare e può essere sufficiente un fattore di protezione 15/20. Nel caso in cui si abbiano problemi di lentigo solari, di MELASMA o cloasma, o la pelle sia stata sottoposta a trattamenti laser, allora sarà necessario utilizzare una crema con fattore di protezione 50 anche in inverno.
  • evitare il sole nelle ore più calde dalle 12 alle 16. Indossare sempre occhiali da sole e utilizzare sempre un cappello quando si passeggia.

Le mie creme protettive preferite

A parte nei periodi successivi ai trattamenti laser, utilizzo sia in estate che in inverno il Primer di Obagi.

Quando invece sono al mare uso un gel della ISDIN (Fotoprotector Fusion Gel 50+) molto comodo perché facile da spalmare e molto asciutto. Infatti, il problema delle creme con fattore di protezione alto, è che sono spesso troppo corpose e untuose e che applicazione dopo applicazione formano sulla pelle uno strato spesso e occlusivo che può provocare una eccessiva sudorazione ed una chiusura dei pori con la conseguente comparsa di inestetici brufoletti. Con questo gel non si corrono questi rischi.

In alternativa al primer di Obagi utilizzo una crema della Bioderma (Photoderm 50+). Si tratta di una crema leggermente colorata (esiste in un unica tinta molto chiara) che uso in inverno quando ho necessità di proteggermi maggiormente, ad esempio in montagna o dopo determinati trattamenti che richiedono un’elevata protezione . Non è adatta in estate perché troppo corposa e troppo chiara.

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Programma di protezione solare estate/inverno

Per quanto mi riguarda, ho iniziato a proteggere la mia pelle dal sole troppo tardi quando ormai qualche danno era già fatto. Io adoro il sole e il mare dove trascorro tutta l’estate, circa tre mesi all’anno. Mi piace l’abbronzatura e mi piace soprattutto nuotare. E quando ero ragazzina non esisteva tutta questa informazione che c’è oggi e nessuno parlava degli effetti nocivi del sole. Non non ho mai visto mia madre, e come lei le altre madri, corrermi dietro per spalmare la crema protettiva, come invece ho sempre fatto io con i miei figli. Anche il sole probabilmente era diverso meno forte e meno dannoso. Quindi non esisteva “l’abitudine a proteggersi”.

Fino a circa dieci anni fa mi proteggevo, ma non regolarmente, nonostante avessi avuto fin dai 30 anni un serio problema di cheratosi attiniche (formazioni precancerose) sul décolleté. Diciamo che ho cominciato a seguire le regole di una corretta protezione da quando ho cominciato a fare tanti trattamenti per cercare di preservare il più possibile la mia pelle da un invecchiamento inevitabile e fisiologico (intrinseco). Perché aggiungerci anche quello estrinseco da continua e scorretta esposizione al sole? E poi le macchie che avevo e che ho tolto perché mi davano molto fastidio (invecchiano!), perché farle tornare ed essere costretta di nuovo a sottopormi ad altri trattamenti laser solo per un po’ di sole?

Da quando mi proteggo, mi abbronzo comunque, l’abbronzatura è più radiosa e il colorito più uniforme e non ho mai la sensazione di pelle secca, come invece avveniva in passato. È vero che a volte si nota la differenza tra il colorito del viso e l’abbronzatura del corpo, decisamente più scura, ma è sufficiente un po’ di trucco e tutto si uniforma.
Una cosa che mi sento di consigliare è quella di effettuare con regolarità dei peeling, sia sul viso che sul corpo, che non tolgono l’abbronzatura, ma anzi la ravvivano. Quando ci esponiamo al sole infatti la pelle tende ad ispessirsi bloccando i pori ed impedendo al sebo di fuoriuscire. Più la pelle si ispessisce, meno è luminosa e più diventa refrattaria ai vari trattamenti. Sarebbe buona regola esfoliare il viso e il corpo una volta alla settimana durante le vacanze, indispensabile per mantenere un colorito sempre luminoso, uniforme e soprattutto avere un effetto dell’abbronzatura più duraturo.

Ad esempio quando sono al mare utilizzo la sabbia bagnata della spiaggia, me la strofino su tutto il corpo (non sul viso) e poi mi sciacquo con l’acqua di mare.

Oppure un altro peeling fai da te per il corpo lo si può ottenere mescolando zucchero o farina di mais, miele ed olio d’oliva. Dopo i peeling non dimenticate mai di idratare bene la pelle.

Per prepare la pelle al sole ho trovato molto utile assumere, un mese prima e per tutto il periodo dell’esposizione al sole, degli integratori a base di betacarotene un precursore della Vit. A che può prevenire scottature ed eritemi nei soggetti con pelle delicata come la mia. Non dimenticando mai, a maggior ragione in estate, Vit.C e Vit. E, che essendo antiossidanti possono dare un’aiuto contro la formazione dei radicali liberi provocati dal sole. In estate sostituisco la Vit.E con Carovit plus.

Ho anche l’abitudine una settimana prima di andare al mare di fare un paio di lampade solari, tra quelle meno agressive, (mi proteggo anche in quel caso) in modo tale da evitare scottature e abbronzarmi più velocemente (oltre al fatto di non arrivare in spiaggia bianca come una mummia!). Questo è un consiglio molto utile soprattutto per chi ha poco tempo e prende il sole esclusivamente  nel fine settimana.

Oltre alle varie creme, spray, olii disponibili sul mercato, è arrivata proprio in questo mese una vera rivoluzione nel campo della protezione solare. Si chiama My Uv Patch, il primo cerotto interattivo, che educa ad esporsi al sole in modo corretto. Si tratta di un patch adesivo trasparente che aderisce alla pelle e contiene sostanze fotosensibili che cambiano colore durante l’esposizione ai raggi UV, in modo da fornire informazioni personalizzate attraverso l’App My Uv Patch. Il cerotto si può ordinare gratuitamente sul sito www.saveyourskin.it.

E con la tecnologia sempre più impegnata nel campo della cura della persona, nessuno avrà più scuse per non prendersi cura della propria pelle.

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